Perchè il nome "Marco Polo"

Marco Polo non è stato solo un figlio di mercanti, protagonista di viaggi e avventure che ben conosciamo. La sua storia rivela, in effetti, l’immagine di un viaggiatore attento, curioso ed interessato a scoprire, conoscere, far conoscere realtà altre alla propria.

Percorrere la “via delle Indie” si è rivelata per lui l’occasione preziosa per incontrare, ascoltare, conoscere, entrare in un rapporto di dialogo con mondi diversi dal proprio, grazie ad un approccio che oggi definiremmo di natura interculturale.

Marco Polo, infatti, nei suoi viaggi si è accostato a persone diverse per cultura, non con l’atteggiamento del conquistatore interessato all’asservimento di nuovi territori, ma con lo stile di chi, disponibile al confronto con l’altro, scopre nello scambio la modalità d’essere che gli consente di fare esperienza dell’alterità come “ricchezza”e specchio in cui riconoscersi.

Al ritorno nella sua Venezia, sceglie di dar voce e far conoscere le persone incontrate, le cose viste, gli odori ed i suoni percepiti, le esperienze vissute, attraverso le pagine del suo “ milione”, nella speranza di promuovere la conoscenza, favorendo al tempo stesso l’interazione, lo scambio tra persone, popoli e culture.

Tale è la natura di questo Centro Pedagogico Interculturale che è “itinerante” (poiché viaggia da una realtà all’altra, ascoltando, dialogando, conoscendo e facendo conoscere mondi diversi) ed è Laboratorio di ricerca per la formazione interculturale (poiché apre e moltiplica, attraverso lo scambio, nuove vie alla conoscenza e ad interazioni dialogiche tra e con culture altre).

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CENTRO PEDAGOGICO INTERCULTURALE
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